Moriamo tante volte in vita
«Non ho nessuna intenzione di farla finire bene. Se quel principe sono io, beh, quel bambino non esiste più. Ci penso spesso, sai? Ho cominciato a pensarci molto presto. Le nostre età sono come la spina dorsale di un serpente. Tra ogni anello potrebbe passarci un filo da cucito.»
«E questo cosa vorrebbe dire?»
«Che moriamo tante volte in vita. Che attraversiamo tante prove generali di morte fino a che arriva l’ultima.»
«E così ci arriviamo preparati?»
«Per nulla. Sono tutte esperienze che non servono a niente, danno solo dolore. Prova a pensare alla bambina che eri. Se adesso tu volessi ritrovarla potresti fare il giro del mondo, non la troveresti mai più. Quella bambina è morta. E poi è morta anche l’adolescente che sei stata. Andarla a cercare sarebbe un altro viaggio inutile. Il nostro passato muore. Altro che finire bene… questo ragazzino mi toccherà farlo morire. Se ne tornerà da dove è venuto. Perché secondo me, per i tanti noi che sono stati su questo mondo e poi sono cresciuti e quindi morti, ci deve essere un luogo di attesa dove ci aspettano. A un certo punto, con l’ultima morte, tutte le altre prove generali si ricongiungono a noi.»
—Romana Petri, Rubare la notte